Amazon e il rispetto italiano: Amazon fa pagare il ‘pizzo’ di 49 euro in più per un kindle che non legge italiano.

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Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

Uno dei prodotti di punta venduti da Amazon è il Kindle, un oggetto elettronico denominato ‘E-book reader’ che ha la funzione ‘da testo a voce’, ossia legge il testo di un libro elettronico rendendolo ascoltabile con auricolari od altoparlanti. Quelli messi in vendita in Italia, però, l’italiano non lo leggono.

«Le aziende multinazionali angloamericane usano la discriminazione linguistica a fini

colonizzativi da sempre, e Amazon non fa eccezione» ha esordito Pagano.

«L’ERA, per la propria Biblioteca della Nonviolenza, ne ha acquistati due di fascia alta anche per dare come servizio a ipovedenti e nonvedenti la possibilità di leggere i libri ascoltandoli ma, questa, è una comodità che ovviamente tutti apprezzano.

Ebbene abbiamo scoperto amaramente che questi aggeggi messi in vendita alla bellezza di 199 Euro leggono benissimo i libri in inglese ma non quelli in italiano, anzi, quelli in italiano non li leggono affatto. Non solo, lo stesso Kindle Fire, la Amazon lo vende negli USA a 199 dollari, ossia 150 Euro!» ha continuato il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«L’aspetto non secondario di tali politiche è quello d’istigare al collaborazionismo, corrompere le menti funzionalmente alla colonizzazione: solo se leggi i libri nella nostra lingua sei premiato; se tradisci, neghi la tua cultura e opti per la nostra, con noi avrai di più, con noi vincerai. Questo è il messaggio subliminale che passa.

Amazon dunque ci fa pagare un ‘pizzo’ di 49 su un prodotto che ne vale 150 e che i libri americani li legge ma quelli nella nostra lingua e, presumibilmente in tutte le altre europee, no. Se a questo sommiamo il fatto che Amazon da noi fa grandi affari, ma paga poche tasse, diciamo che la misura è davvero colma. Amazon deve correre ai ripari, risolvendo al più presto il problema e manifestando le proprie scuse agli italiani, la cui lingua e cultura va rispettata. E senza i 49 euro di ‘pizzo’ in più, giusto perché siamo italiani!» ha concluso il Segretario dell’ERA.




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