All’interno dell’Ue ci sono cittadini di seconda categoria?

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Dietro denuncia di suo marito la Corte dell’Olanda ha tolto i due gemelli ad Elena Antonova, residente in questo paese. I funzionari della Commissione Ue hanno preferito non reagire alla petizione legittima della madre ed hanno affidato i ragazzi ad un convitto.

Nell’appello della Antonova è detto, in particolare, che nella primavera dell’anno scorso la polizia le aveva sottratto i figli e li aveva portati via in direzione ignota. Tempo dopo dal dicastero di sorveglianza per gli affari della gioventù al suo nome era arrivata una lettera in cui si leggeva che sarebbe una donna squilibrata e che non ha saputo integrarsi nel paese di residenza. Secondo le autorità “democratiche” olandesi, un segno di questo comportamento severamente punibile è rappresentato dal fatto che la madre ha parlato con i suoi figli in russo.

La situazione creatasi intorno alla cittadina lettone ha suscitato l’interesse in Parlamento Europeo. Il Presidente del Comitato per le petizioni ha anche espresso l’indignazione per la passività e l’atteggiamento sprezzante verso la Antonova da parte di funzionari dell’Ue che per oltre sei mesi non sapevano fornire una conclusione elementare sul caso. Sulla stessa scia praticamente tutti gli altri membri del Comitato. Il deputato del Parlamento Europeo Elena Zhdanok ritiene, in particolare, che in questa vicenda si è esplicitamente manifestata la discriminazione dell’uomo secondo il principio linguistico. E ciò è in stridente contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Ma l’aspetto più sconfortante, secondo Elena Zhdanok, consiste nel fatto che un certo ruolo in questa vicenda è stato svolto dai soldi.

Sono in gioco innanzitutto gli interessi materiali, dal momento che il finanziamento delle strutture per l’infanzia dipende dal numero dei convittori. C’è il diretto interessamento dei collaboratori a sottrarre figli ai genitori. Nel caso della Antonova siamo riusciti a provare l’aspetto europeo: i membri della famiglia sono cittadini di paesi diversi, uno dei motivi dell’accaduto consiste nel fatto che la madre e i suoi figli hanno usato la lingua russa. Nel caso è stato coinvolto il Console della Lettonia ma le autorità olandesi hanno dichiarato che la sua posizione non le interessa.

I giuristi constatano che formalmente la Lettonia è un paese dell’Ue che gode di tutti i diritti comunitari dell’Olanda, e la lesione dei diritti dei suoi cittadini è assolutamente inammissibile. Ma i pubblici ufficiali europei da cui dipendono i destini umani, a quanto pare, la pensano diversamente. Nel caso specifico si coprono dietro le affermazioni che tutta la colpa è da attribuire alla rottura dei rapporti familiari.

Studiati i casi analoghi, gli esperti sono giunti alla conclusione che la situazione relativa ai matrimoni misti in Europa è lungi dall’ideale. Di regola, rappresentanti del potere prendono le parti dei connazionali. In tale contesto nella maggioranza dei casi vengono lesi i diritti di coloro che rappresentano i paesi di recente entrati nell’Ue. A quanto pare, tale è il loro contributo per la possibilità di aderire all’affiatata famiglia europea.

Da:http://italian.ruvr.ru 22/02/2013




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