Allarme nella City: dopo il voto italiano si rischia una nuova crisi dell’euro

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Katya Adler s’è fatta una levattaccia, con la troupe della Bbc è andata a Campo dei Fiori mentre gli ambulanti preparavano le bancarelle, per cogliere il risveglio di un paese apparentemente attonito. Mostra le prime pagine di Repubblica, Stampa e Corriere che fotografano un paese ingestibile. Gli inglesi si stupiscono che ci stupiamo, noi abituati ai governi più effimeri e balneari, ne deducono che stavolta la situazione dev’essere davvero grave.

Il sito del Financial Time fotografa l’annunciato cataclisma finanziario, con la fuga dai titoli delle banche italiane e la corsa ai Bund, in un’Europa dove sempre qualcuno guadagna quando un altro perde. La bisca della City è lieta di lucrare sulle nostre disgrazie, anzi sulle previsioni sulle nostre disgrazie. Alcuni gettano la croce su Grillo, i più su Berlusconi. Il popolare Daily Mail che di solito si occupa di noi soltanto per i Bunga Bunga (e a quanto pare potrà continuare) dedica un titolino a pagina due: “Una nuova crisi dell’euro dopo la rivolta degli elettori italiani”. Non pensate però che la tempesta italiana monopolizzi le prime pagine dei giornali: il Guardian che più degli altri ha seguito il voto nel nostro paese, dedica alle elezioni un titolino che echeggia i “timori per l’Euro”, nulla più. Nel novero degli stereotipi, per i britannici siamo da tempo un paese che ha perso il genio e conservato soltanto la sregolatezza.

(di Claudio Gallo, da http://www.lastampa.it del 26/02/2013)




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