Alla Danimarca il timone per riavvicinare Londra

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Alla Danimarca il timone per riavvicinare Londra

BRUXELLES. Dal nostro corrispondente_Per la terza volta consecutiva a guidare l`Unione è un Paese che non appartiene alla zona euro. Dopo l`Ungheria e la Polonia nel 2011, la Danimarca ha assunto la presidenza dal primo gennaio. Accomiatandosi dai giornalisti a Bruxelles, il ministro polacco degli Affari europei Mikolaj Dowgielewicz ha ammesso che non essere membri della moneta unica ha reso «più complesso» il lavoro del Governo polacco.
La Danimarca «assume la presidenza nel momento più difficile», ha detto dal canto suo il ministro danese per gli Affari europei Nicolai Wamme.
Lo sguardo non corre solo ai negoziati su un accordo intergovernativo che metta nero su bianco un patto di bilancio, ma anche alle nuove tensioni di mercato nei primi mesi del 2012 quando banche e Paesi dovranno rifinanziare debito in scadenzaper centinaia di miliardi di euro.
Secondo il Trattato di Lisbona, il compito di gestire i negoziati tra i 26 membri dell`Unione – la Gran Bretagna avendo deciso (per ora) di non aderire al nuovo accordo intergovernativo – spetta al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, ma anche la presidenza danese avrà il suo daffare, soprattutto per evitare che la spaccatura tra Londra e le altre capitali si traduca in una crisi politica ancor più grave. Il primo ministro danese, Helle Thorning-Schmidt, ha un`insolita e originale conoscenza della politica inglese: è la nuora di -Neil Kinnock, l`ex leader laburista britannico.
La speranza di molti è che un piccolo dettaglio famigliare possa rivelarsi un vantaggio cruciale nel gestire la difficile crisi finanziaria e politica in cui si dibatte l`Unione, e soprattutto il rapporto tra Londra e la zona euro.
Il compito non sarà facile, tanto più che il Paese scandinavo ha deciso che solo una volta messo a punto il nuovo accordo intergovernativo deciderà se adottarlo o meno. Avendo respinto con un referendum il Trattato di Maastricht nel 1992, Copenhagen gode già oggi di quattro opt-outs: dalla moneta unica, dalla cooperazione in materia di giustizia, nel settore della difesa e in quello della cittadinanza. Per di più, il Governo è diviso. Il premier appare assai più europeista del suo ministro degli Esteri, Villy Sovndal. Prevede un diplomatico brussellese: «La Danimarca non dovrà solo gestire dal di fuori il tentativo di rafforzare la zona euro, ma potrebbe anche decidere di non aderire al nuovo accordo. Se ciò accadesse sarebbe veramente imbarazzante, tanto più che di solito la presidenza promuove l`integrazione».
Presentando il programma della presidenza danese a metà dicembre, Wamme ha citato una canzone di Simon & Garfunkel Bridge over Troubled Water: «Non è il momento di creare tensioni istituzionali. Vogliamo unire chi è dentro e chi è fuori dalla zona euro», ha avvertito. Il suo obiettivo, ha aggiunto, è di contribuire «a rendere l`Europa più verde, più sicura, più responsabile e più dinamica».
In questo senso, il Governo danese ha detto di voler rafforzare il mercato unico, un proposito che la Commissione apprezzerà certamente.
Tra le altre cose, la Damimarca dovrà gestire la prima del negoziato sulle nuove prospettive finanziarie (il bilancio comunitario) per il periodo 2014-2020. L`obiettivo è di giungere a un accordo a tre con il Parlamento, la Commissione e il Consiglio entro fine anno. La signora Thorning-Schmidt – che nel1996 ha sposato il figlio di Kinnock, Stephen (impelagato a un certo punto in uno scandalo fiscale) -vorrà fare uso della sua esperienza di, ex parlamentare europea per evitare che il nuovo accordo intergovernativo segua l`iter del patto di stabilità e di crescita. Messo a punto nel 1997, furono necessarie ben tre presidenze perché fosse finalmente adottato.
B.R.

il Sole24Ore, pag 4
05/01/2012




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