Alla Cina piace Linux

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Alla Cina piace Linux
Da La Stampa.it del 18 novembre 2005

Il Governo cinese intende rimpiazzare il sistema operativo di circa 140mila Pc sostituendo Windows con una distribuzione Linux. La decisione non deriva propriamente da una scelta volontaria. Dopo che lo stato cinese ha fatto il suo ingresso nel Wto, e dopo alcune segnalazioni da parte del Congresso Americano, le istituzioni non hanno potuto più negare la pratica diffusissima di ricorrere a software piratato. Dunque, ora la Cina deve mettersi in regola e, per farlo, opta per sistemi operativi open visto che una spesa di 140mila licenze di Windows sarebbe da evitare. Attualmente le agenzie governative che usano Linux sono il Ministero della scienza, della statistica e del lavoro. Tra le istituzioni locali c'è il comune di Pechino che ha in uso circa 2mila Pc. Oltre alle distribuzioni Linux, si stanno facendo largo anche gli applicativi come NeoShine, una variante di OpenOffice. inoltre, a parte la necessità di mettersi in regola, sembra che la causa open sia stata abbracciata con entusiasmo dal governo cinese che con una serie di iniziative dimostra di voler spingere pesantemente sul tema. Per esempio, esiste un progetto di sviluppo portato avanti assieme alla Corea del Sud e al Giappone, per costruire una distribuzione open alternativa a Windows da usare in questi Paesi e che, dunque, tenga conto delle particolarità legate alla lingua. Alla base di questo entusiasmo, sostiene un analista di Gartner, non c'è solo la volontà di risparmiare ma anche una certa resistenza a usare software americano e che non possa essere scardinato dai cinesi.

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