Alemanno e il congiuntivo

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Al «Giulio Cesare»

«Spero vi servi» Alemanno e il congiuntivo

di Ernesto Menicucci

Galeotto fu il congiuntivo, e anche la platea. Fosse successo in un altro posto, magari, la «scivolata» sarebbe passata inosservata o quasi: è pieno il mondo di gente che sbaglia un verbo. Il problema di Gianni Alemanno, però, è che il lapsus gli è uscito proprio dove non doveva: davanti agli studenti del «Giulio Cesare», uno dei licei storici di Roma. E così, quella gaffe, è diventata un siparietto. Accade tutto mentre nell’aula Magna dell’istituto è in programma un incontro tra il sindaco e i ragazzi sul tema della Shoah e il clima è già caldo, dopo una contestazione del gruppo «Senza Tregua» (che espone una foto giovanile di Alemanno davanti ad una croce celtica, con la scritta «Noi ricordiamo tutto»). Così, quando il sindaco vede uno studente uscire dall’aula, pensa ad un’altra «divergenza ideologica». Niente di tutto questo. L’ammutinamento del giovane è dovuto ad una questione grammaticale: il sindaco, nel suo intervento, dice «spero vi servi» (in riferimento all’esperienza dei viaggi della Memoria) anziché la versione corretta «spero vi serva». Sindaco e ragazzo, poi, si parlano, si chiariscono: «Quelli del classico ci tengono a certe cose», sorride Alemanno. E finisce tutto con una risata, anche la scivolata» grammaticale.
(Dal Corriere della Sera ed. Roma, 2/2/2012).




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