Aldo Cazzullo sul Corsera invita gli atleti azzurri in gara a Londra a esporre la bandiera Europea (ma non cita i radicali)

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L’analisi – di Aldo Cazzullo

Corriere della sera, 26 luglio 2012

Le Olimpiadi sono anche l’occasione per riscoprire Paesi esotici dai vessilli coloratissimi, isole caraibiche note solo come paradisi fiscali, repubbliche caucasiche che schierano lottatori e sollevatori di pesi. C’è una sola entità politica che diserta le Olimpiadi: l’Europa. E c’è una sola bandiera che sul podio, negli stadi, nelle piscine non si è vista mai, ma proprio mai: la bandiera europea. Per questo avrebbe un significato storico se fossero gli azzurri i primi a mostrarla al mondo.

Intendiamoci: è bello ogni quattro anni, riscoprire lo spirito nazionale, seguire la classifica del medagliere, emozionarsi per il proprio inno, tifare per atleti eternamente giovani fieri di rappresentare il loro Paese. È l’essenza dello spirito olimpico, e lo sarà sempre. Ne fa parte anche la rivalità tra vicini: nella scherma, ad esempio, nulla è peggio per un francese che perdere da un italiano, e viceversa; e alle finali di basket e pallavolo di Atene 2004 i greci fecero un rumoroso tifo per l’Argentina e per li Brasile, sempre contro l’Italia.

Però mai come ora un gesto simbolico che faccia vincere anche lo spirito europeo sarebbe importante. Ora che l’Olimpiade torna nel continente dov’è nata e alla dimensione umana, dopo la perfezione quasi surreale di Pechino. Ora che l’Europa è il cerchio debole del mondo, percorsa da una crisi finanziaria di cui non si vede la fine, incrinata dalla mancanza di solidarietà reciproca. Eppure mai come ora una vera unione economica e politica è a portata di mano. E lo sport può, com’è spesso accaduto, anticipare i tempi. Dando un segno capace di scuotere – se non gli statisti o presunti tali in tribuna d’onore – l’opinione pubblica, e di ricordare che l’Europa non è solo sinonimo di burocrazia e di impotenza.

C’è un problema, però: i padroni di casa, gli inglesi, non ci pensano neanche. I loro occhi semmai sono puntati sulla Union Jack che ancora compare nell’angolo delle bandiere di molte ex colonie. Gli altri europei sembrano avere altro a cui pensare. Restano gli italiani. Gli uomini che hanno governato e governano il nostro sport ne sono senz’altro consapevoli. Mario Pescante presiede la commissione politiche europee della Camera. Anche Gianni Petrucci è in politica (è appena stato eletto sindaco del suo paese) Domani hanno l’occasione di un gesto che resterebbe negli annali olimpici. La nostra portabandiera Valentina Vezzali è una grande donna, oltre che una grande atleta. Lei nella storia olimpica c’è già. Se, accanto al tricolore, domani sera portasse anche solo un lembo di bandiera azzurra con le stelle gialle dell’Europa (o se lo facesse qualche altro campione sul podio), l’Italia conquisterebbe un primato che non sarà mai più battuto.




1 Commenti

Paolo
Paolo

Come immagino le maglie degli Eurosportivi
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