Al Politecnico di Torino gratis i corsi in inglese, tassati quelli in italiano.

Posted on 23 ottobre 2007 in Politica e lingue 29 vedi

Al Politecnico di Torino l’inglese è gratis ma i corsi d’italiano sono tassati

TORINO, 22 ottobre 2007 – Gli italiani, come ormai è noto, conoscono poco l’inglese, ma insistere sulla conoscenza di altre lingue rischia di penalizzare quella nazionale. Un caso limite è quello del Politecnico di Torino: se si vogliono frequentare corsi in italiano si viene tassati, se invece si scelgono quelli in inglese si risparmiano circa 1.500 euro. Un modo come un altro per promuovere la conoscenza delle lingue straniere, si è detto. Una discriminazione contro la nostra lingua, per altri. Giorgio Pagano ha fatto il punto sulla situazione nel nostro Paese in occasione della “Settimana della lingua italiana“, affermando che i risultati sono «sempre peggiori, anche se al peggio non c’è limite».

È stato Pagano a sottolineare l’esistenza di questa situazione paradossale al Politecnico di Torino, dove solo gli studenti che si iscrivono alle lauree di primo livello con corsi in inglese non pagano le tasse. Non solo, in molti casi i corsi di laurea in italiano sono stati proprio soppressi, come a Biella per ingegneria tessile e a Vercelli per ingegneria elettronica e informatica, lasciando il posto ad equivalenti anglosassoni. I giovani italiani, perciò, se vogliono continuare a utilizzare la loro lingua per studiare devono andare all’estero.

«Per avere meno di un 5% di studenti stranieri (soprattutto indiani e pachistani) – ha fatto notare Pagano – il 95% dei nostri giovani deve espatriare in un’altra città, con ulteriore aggravio economico e disagio. Non solo, quel 95% è condannato anche ad avere difficoltà a trovare lavoro in Italia, dato che le competenze tecniche sono state acquisite solo in inglese. Insomma: cornuti e tassati». Pare che il rettore del Politecnico di Torino si sia giustificato dicendo che è un tentativo di sprovincializzare le nuove generazioni. O forse di farle espatriare.

Da Il Messaggero.it del 22.10.2007




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