Al liceo classico il cinese sarà materia d’insegnamento

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Il Virgilio di Mantova sarà una delle prime scuole in Italia a introdurre il cinese come lingua straniera. Tre-quattro ore alla settimana e per tutto il ciclo scolastico: cinque anni.

di Gabriele De Stefani
I padri gesuiti che fecero costruire l’antico collegio non se lo sarebbero mai aspettato. Non solo latino, greco e lingue europee moderne. Nelle austere mura del liceo classico Virgilio di Mantova si parlerà anche orientale. L’imperativo è rimanere al passo coi tempi e così nelle sezioni del linguistico da settembre partirà l’insegnamento del cinese. L’istituto di via Ardigò a Mantova sarà uno dei primi in Italia a offrire questa possibilità, aprendo uno scenario nuovo per studenti e potenziali docenti: ora si cercano alunni interessati e laureati in lingue orientali da mettere in cattedra.

Il liceo Virgilio ha ricevuto da pochi giorni la notizia di essere stato inserito nel pool di scuole lombarde che da settembre partirà con le prime sezioni in cui si studierà il cinese. Quante siano non è ancora chiaro, perché solo alcune di quelle individuate hanno già dato la conferma definitiva. In ogni caso siamo nell’ordine di poche unità: avanguardia. Il cinese era arrivato al Virgilio da quattro anni, con dei corsi extra-curricolari, solo per gli interessati.

L’idea di farne una vera e propria materia era nata qualche mese fa. La riforma Gelmini aveva sancito l’obbligo di introdurre la terza lingua straniera nell’offerta formativa destinata agli allievi del linguistico e così il preside Giovanni Perrino l’aveva buttata lì nel corso di una delle giornate di orientamento con le famiglie dei futuri iscritti: «Perché non provarci con il cinese e il russo? Vi interesserebbe?». Un’alternativa rispetto alle lingue più tradizionali già insegnate al Virgilio: inglese, francese, tedesco e spagnolo.

«Qualche adesione di massima era arrivata subito – spiega Perrino – e questo ci aveva spinti ad andare avanti con la nostra candidatura. A questo punto non ci resta che tornare dagli studenti delle future prime e dalle loro famiglie: li incontreremo tra quindici giorni, probabilmente lunedì 24, e spiegheremo che ora possono davvero scegliere di studiare il cinese». Per far partire l’esperimento dovrebbe bastare una quindicina di alunni: con un centinaio di iscritti alle prime del prossimo anno scolastico e con qualche adesione già raccolta non dovrebbe essere un problema. Il tempo c’è perché, al contrario dell’iscrizione, la scelta delle lingue straniere si può fare con una certa calma.

L’opportunità del resto è notevole. Da un lato c’è la crescente importanza della Cina sullo scacchiere mondiale, sia sul piano economico-finanziario che su quello politico (Pechino è anche uno dei principali partner commerciali dell’industria mantovana) che rende la lingua una delle più richieste dal mondo dell’impresa. Dall’altro c’è la chance di essere tra i pochissimi diplomati italiani già in grado di cavarsela con il cinese: l’offerta formativa prevede per la terza lingua 5 anni di studio, con tre ore di lezione settimanali nei primi due anni e quattro dal terzo al quinto. Grammatica, conversazione e letteratura. Ma non solo: «Il ministero prevede di portare nelle scuole scrittori madrelingua che vendono anche in Italia – aggiunge Perrino – ci attiveremo per farli arrivare anche al Virgilio».
(11 maggio 2010)

http://gazzettadimantova.gelocal.it/det … to/1992628




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