Al cellulare senza barriere: Google pensa al traduttore

Posted on in Politica e lingue 7 vedi

«Siamo convinti di poterci arrivare nel giro di pochi anni»

Al cellulare senza barriere:

Google pensa al traduttore

Allo studio un software speech-to-speech in grado di capire e tradurre simultaneamente

MILANO – Nel giro di un paio di anni sarà possibile parlare al telefono con un interlocutore straniero e capirsi al volo, grazie ad un traduttore quasi istantaneo che Google sta mettendo a punto per i telefonini cellulari. Fra le applicazioni del motore di ricerca c’è già un sistema automatico di traduzione sui computer che copre 52 lingue straniere (il creolo haitiano si è aggiunto giusto la scorsa settimana) e non va, inoltre, dimenticato che Google ha anche sviluppato un sistema di riconoscimento vocale che permette a chi telefona di fare ricerche online pronunciando semplicemente la parola da cercare anziché digitandola sulla tastiera: ecco perché, combinando queste due tecnologie, si può puntare a produrre un software in grado di capire e tradurre simultaneamente quanto dice una persona al telefono. In pratica, il cellulare lavora come un interprete professionista, analizzando “pacchetti” di frasi e ascoltando l’interlocutore fino a quando non comprende il significato dell’intero discorso, provvedendo poi a tradurlo nella lingua voluta.

«CI VORRANNO POCHI ANNI» – «Siamo convinti di poter arrivare a questo software speech-to-speech nel giro di pochi anni – ha detto al Sunday Times Franz Och, responsabile dei servizi di traduzione di Google – anche se, per farlo funzionare correttamente, bisognerà arrivare alla perfetta combinazione fra un accurato traduttore automatico e un sistema di riconoscimento vocale ad alta precisione ed è proprio in questa direzione che ci stiamo muovendo». Per stessa ammissione dell’esperto, mentre i traduttori automatici di testo hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni, i sistemi di riconoscimento vocale sembrano, invece, dare maggiori grattacapi. «Ognuno di noi ha la sua voce e il suo accento – ha continuato Och – ma la natura personale dei cellulari dovrebbe permettere di aggirare questo problema. Naturalmente, questo software diventerà tanto più accurato quanto più verrà usato e, quindi, più dati inseriremo, migliore sarà la qualità di traduzione».

GLI SCETTICI – Ma non tutti gli esperti di linguaggio e comunicazione sembrano essere entusiasti della possibilità che potrebbe presto offrire Google. «Il maggiore problema di un sistema di riconoscimento vocale è la complessa variabilità degli accenti – ha spiegato al domenicale del Times David Crystal, professore di linguistica della Bangor University – e nessuno pare funzionare correttamente al momento. Forse Google sarà in grado di arrivare ad una soluzione più velocemente degli altri, ma io credo ch e sia altamente improbabile che si riesca ad ottenere in pochi anni un dispositivo in grado ad esempio di tradurre lo slang stretto di Glasgow. Comunque sia, il futuro si propone davvero molto interessante, anche se ormai chiunque abbia Babel Fish (il traduttore istantaneo online) non ha più la necessità di imparare le lingue straniere».

Simona Marchetti

07 febbraio 2010

FONTE: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_07/google-traduttore-cellulare-marchetti_6e6bcc3e-13db-11df-8835-00144f02aabe.shtml




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.