Aiutare i popoli del Nord a mantenere la loro identità nazionale

Aiutare i popoli del Nord a mantenere la loro identità nazionale
Natalja Kovalenko
12.03.2013, 18:08

Nel 2013 per i popoli piccoli del Nord, della Siberia e dell’Estremo Oriente della Russia saranno devoluti 240 milioni di rubli (equivalenti a 8 milioni di dollari) dal bilancio federale.
La maggiore parte di questi fondi andrà al mantenimento della loro tradizionale attività economica. Senza gli aiuti statali i popoli piccoli possono perdere la loro identità nazionale.

Per popoli indigeni s’intendono i popoli che abitavano originariamente le loro terre, molto prima della formazione dei confini statali, prima dell’arrivo dei trasferiti provenienti da altre regioni. Secondo la legge della Federazione Russa, nella categoria dei popoli piccoli rientrano i popoli la cui entità numerica è meno di 50 mila persone. Nella Siberia, nel Nord e nell’Estremo Oriente della Russia ce ne sono 244 mila in rappresentanza solo di 40 popoli piccoli. Per non smarrirsi nell’immensa Russia, per mantenere la lingua e la cultura nazionale, semplicemente per sopravvivere hanno bisogno di assistenza statale,- dice Rodion Suliandziga (Суляндзига), vice Presidente dell’Associazione dei popoli piccoli indigeni del Nord, della Siberia e dell’Estremo Oriente della Russia:

I problemi sono molti. Sono, in particolare, le condizioni economiche e sociali di questi popoli poiché abitano negli angoli più remoti della Russia dove l’infrastruttura è assolutamente sottosviluppata. Le condizioni di vita nell’ambiente naturale di questi luoghi risultano estremamente difficili. Gli abitanti locali, come i loro antenati centinaia di anni fa, vivono di pastorizia, caccia, pesca, raccolta. È una gente estranea alle norme di mercato.

In virtù della vulnerabilità del tradizionale modo di vita dei popoli piccoli indigeni a questa categoria dei russi è rivolta particolare attenzione del governo. Dai bilanci federale e regionale vengono erogati dei sussidi in denaro la maggiore parte dei quali va per l’acquisto dei prodotti realizzati dai popoli indigeni – carne, pesce, pelliccia, pelle, bacche, funghi, noci. Prodotti la cui realizzazione nelle condizioni d’oggi non risulta redditizia. Anzi, dal punto di vista economico sarebbe più vantaggioso consegnare semplicemente gli stessi sussidi alla gente. Solo che i sussidi ottenuti senza il lavoro gustano l’animo!,- obiettano altri.

Al microfono Grigory Lidkov, del Comitato della Duma per i problemi dei popoli piccoli del Nord e dell’Estremo Oriente della Russia:

Alla base del mantenimento di qualsiasi etnia, sicuramente, c’è il territorio in cui abitano queste persone, nonché le attività che originariamente erano una condizione per la loro sopravvivenza. Nelle condizioni del Nord, in cui abitano le persone, non è il caso di parlare di una redditività delle attività che svolgono. Perciò i sussidi concessi sono destinati a mantenere le condizioni per la sopravvivenza degli abitanti locali.

Inoltre, una parte dei fondi devoluti dai bilanci federale e regionale va per il finanziamento della sfera sociale – costruzione di scuole, case collettive, centri sanitari. In Russia vengono regolarmente organizzate iniziative etnoculturali. Lo scopo principale dello Stato è di mantenere l’assetto di vita dei popoli piccoli, di mantenere il loro bagaglio culturale accumulato nell’arco di centinaia di secoli, e contemporaneamente di aiutarli a crearsi una discreta posizione economica. Essere competitivi senza compromettere la propria identità nazionale è un problema tutt’altro che facile, ma del tutto risolvibile!- sono convinti gli esperti.

http://italian.ruvr.ru/2013_03_12/Aiuta … nazionale/




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