Agenzie rating, stretta Ue sui giudizi sui debiti sovrani e sulle ricartolarizzazioni. Imposto un calendario

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L'Europarlamento ha approvato un provvedimento per disciplinare l'attività delle società di rating in un mercato occupato al 95% da S&P, Moody's e Fitch, in modo da regolare modi e tempi dei giudizi sul debito sovrano e imporre il cambio di agenzia ogni 4 anni per i giudizi sulle ri-cartolarizzazioni. Con il voto dell'Europarlamento, mancherà soltanto il via libera formale del Consiglio Ue perché, venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il nuovo regolamento possa entrare in vigore. Alcune ambizioni della prima ora, come regole più rigide sulla rotazione e sulla responsabilità civile, si sono stemperate, ma le novità sono sostanziali. Obiettivo: evitare che i rating scatenino il panico sui mercati.
Quattro le novità più rilevanti
Il debito sovrano potrà essere valutato non più di tre volte l'anno a meno che non ci sia una richiesta dello Stato interessato: pubblicazione dei rating non più all'improvviso, ma secondo un calendario annuale noto in anticipo. Stati e imprese avranno non più solo 12 ore, ma un intero giorno lavorativo per studiare i rating (saranno resi noti di venerdì a mercati chiusi). Le valutazioni sul debito sovrano non potranno comprendere raccomandazioni ai politica economica ai governi. Poi i paletti per la finanza strutturata: per le ri-cartolarizzazioni, ogni quattro anni va cambiata agenzia di rating. Infine le regole sui conflitti di interessi, gli intrecci azionari tra agenzie, tra queste e le società valutate. E il diritto a ricorrere al giudice nel caso di danni all'investitore o alla società valutata in conseguenza di violazioni delle regole europee, purché sulla base di argomenti giustificati. Non nascerà un'agenzia di rating europea pubblica, ma la Commissione dovrà valutare questa ipotesi successivamente.

I dettagli
Per assicurare la diversità e l'indipendenza delle agenzie e delle opinioni sul mercato, viene proibita la proprietà del 5% o oltre del capitale o dei diritti di voto in più di una agenzia a meno che le agenzie di rating coinvolte non appartengano allo stesso gruppo.
GIUDIZI POLITICI – Vista la specificità del debito sovrano e per prevenire il rischio di contagio, viene vietato il rilascio di dichiarazioni che annunciano la revisione di un determinato gruppo di paesi «anche qualora siano corredate di relazioni sui singoli paesi». Le agenzie devono divulgare gli elementi essenziali sottesi ai rating e «dovrebbero astenersi da qualsiasi raccomandazione diretta o esplicita sulle politiche delle entità sovrane».
PIATTAFORMA UE – Per valutare meglio il rischio di credito della finanza strutturata, gli investitori avranno libero accesso a una piattaforma europea dei rating nella quale saranno inseriti tutti i rating emessi su una specifica società o su strumenti finanziari. Esma pubblicherà sul sito web una pagina apposita per gli strumenti finanziari strutturati.
RICORSI – Abbandonato il più radicale rovesciamento dell'onere della provà, un'agenzia potrà essere citata in giudizio nel caso in cui violasse le regole Ue intenzionalmente o incorresse in una grande negligenza provocando danni a un investitore o a un emittente. Questo stato uno dei punti più dibattuti nel negoziato.
RIDURRE DIPENDENZA – Per ridurre l'eccessivo affidamento sui rating, banche e imprese devono sviluppare al loro interno le capacità per valutare il rischio creditizio. La Ue si impegna a rivedere in una prima fase riferimenti ai rating esterni nella legislazione quando determinano o possono determinare «un affidamento esclusivo o meccanico»; in una seconda fase saranno rivisti tutti i riferimenti esterni con l'obiettivo di eliminarli entro il 2020 a patto che ci siano alternative per valutare il rischio di credito. In sostanza, si va verso una situazione in cui gli emittenti non saranno più obbligati a vendere automaticamente titoli in caso di peggioramento del rating.
PASSI ULTERIORI – Entro luglio 2016 la Commissione verificherà situazione del settore (compreso il modello 'paga l'emittenté che é all'origine del rischio di conflitto di interesse) e se necessario avanzerà nuove proposte. Per ora non nascerà una agenzia di rating europeapubblica. Costerebbe troppo (dice la Commissione, 300-500 mld all'anno), comporterebbe un problema di credibilità (dovrebbe valutare il debito sovrano). In ogni caso, viene lasciata aperta una porta: la Commissione valuterà la situazione e la possibilità di una valutazione del debito sovrano degli Stati membri da parte di un'agenzia di rating europea indipendente

Da: http://www.ilsole24ore.com




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