Agenda digitale: Mentre la Cina si emancipa da Microsoft l’Europa…

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Agenda digitale, Pagano (ERA): Mentre la Cina si emancipa da Microsoft l’Europa continua nella sua politica di grande fornitore di consumatori alle multinazionali americane.

«La Cina che finanzia un suo sistema operativo “di Stato” basato sul sistema aperto Linux Ubuntu è l’ulteriore tassello dell’indipendenza informatica cinese.
In una nazione in cui i principali siti Web non si chiamano Google o Facebook, ma Baidu e Weibo, e che però continua per il 90 per cento a funzionare grazie a Microsoft Windows fa ben comprendere come il Dragone non intenda affatto far svolgere al suo miliardo e 350 milioni di abitanti il ruolo di consumatori che ingrassano l’Angloamerica.
Insomma la Cina dà lezioni di indipendenza e ricerca di ricchezza e benessere per i suoi cittadini mentre l’Europa che non crea né produce materialmente, riduce il suo ruolo a fornitore di mezzo miliardo di utenti e consumatori europei alle multinazionali angloamericane» – afferma Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.
«L’obiettivo dell’indipendenza informatica e digitale è assolutamente prioritario, come l’ERA dice già da tempo. A tal proposito come Radicali vogliamo organizzare un convegno mirato proprio a mettere a punto la questione e le strategie adeguate per affrontarlo. In questo quadro, le tecnologie rilasciate con licenza open source potranno senz’altro giocare un ruolo molto importante», continua il dirigente radicale.
«Non per niente, il migliore intervento al recente dibattito organizzato dal Politecnico di Milano sull’ agenda digitale è stato quello di Carlo Ghezzi (presidente di Informatics Europe), che ha richiamato l’attenzione su come l’informatica debba ricevere un trattamento migliore nelle scuole non solo in termini quantitativi, ma anche e soprattutto qualitativi: essa cioè deve essere trattata come una scienza, al pari della fisica, di cui si devono capire i fondamenti e i nodi da sviluppare, non gli strumenti. Solo così infatti sarà possibile emanciparsi dai prodotti e servizi americani e mirare direttamente al rinnovamento delle tecnologie, da elaborare e brevettare in Europa auspicando un approdo a una politica linguistica democratica nel brevetto europeo.
Quel che ancora la misera classe politica europea deve capire è che non vi è altra scelta per rilanciare crescita, consumi e occupazione, e per ritrovare quella libertà cui il nostro continente ha rinunciato da poco meno di un secolo. Dobbiamo capire che potremo tornare a vincere solo se passeremo da euroconsumatori a eurocittadini» conclude Pagano.




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