Addio "piede veloce"

Posted on in Politica e lingue 30 vedi

Addio Gladys, piede veloce

Era lei l’ultima dei Mohicani

di Giampaolo Pioli

… I “Mohegan Tribe” sono pochi, non superano le 1600 unità, ma non si sono affatto estinti. Chi se n’è andata però, nel giorno in cui l’America celebrava i funerali di Rosa Parks, è un’altra grande donna della sua storia. La silenziosa e indomabile Gladys Tantaquidgeon, per più di 70 anni la “medicine woman” delle desolate riserve indiane.

Gladys “piede veloce”, questo è il suo nome da guerriera, è morta nella sua casa del Connecticut dopo aver trascorso nelle riserve un’intera vita. Aveva 106 anni ed era considerata “la nonna di tutti i mohiani”, la coraggiosa ragazza che dopo aver vissuto a lungo agli inizi del secolo in un poverissimo campo Sioux, era riuscita ad apprendere dalla madre e dalla nonna tutti i segreti della medicina indiana che si tramandano solo oralmente.

Fu “piede veloce” a fare a pezzi e bollare come banale e impreciso il libro di James Cooper definendolo un colossale “falso storico”.

Per la tenace Gladys, la lingua della tribù e i consigli degli anziani sono sempre rimasti la vera cultura da salvare nonostante si fosse laureata a pieni voti nelle università dei bianchi.

Le sue specializzazioni in antropologia e erboristeria sono sempre state spese solo per la sua gente. Se la Parks è stata il simbolo della fine della segregazione razziale per la gente di colore, la dottoressa Gladys “Piede veloce” ha rappresentato la stessa forza per i Mohicani e per gli indiani in generale quando il governo americano cominciò a disgregare le tribù, reprimere le identità tribali e assimilare il loro modo di vita a quella dei bianchi.

Nata nel 1890, “piede veloce” insieme ai testimoni sioux e navajo ha assistito direttamente alla scomparsa di tutti i grandi ceppi. Ma i Mohicani, che in America chiamano Mohegan, sono rimasti asserragliati in una fetta del Connecticut e non hanno mai mollato grazie ad un bel museo e alla tenacia di piede veloce.

“Tutti davano per scontato che sarebbero scomparsi – dice Ann Mc Mullen la direttrice del museo nazionale degli indiani americani – Ma lei sapeva che c’era una massa che veniva ignorata, come un iceberg sommerso, e questa massa ha retto fino ad oggi”.

Le capacità scientifiche di “Piede veloce” fin dal 1940 vennero riconosciute dallo stesso governo federale che le assunse nel “Bureau of Indian Affaire” per spedirla nelle varie parti d’America dove gli indiani tentavano di riorganizzarsi e ricostruire la loro identità. Per decenni Gladys raccolse ogni tipo di testimonianza, dal tappeto ai tessuti, dai dipinti ai mobili sbilenchi, dai testamenti agli atti di matrimonio.

Ci volle più di mezzo secolo di pressioni e di preghiere ma nel 1994 arrivò quello che “piede veloce” considerava il riconoscimento della sua vita: i Mohegan rinascevano ufficialmente e venivano considerata una entità indipendente da Washington. Adesso molte tribù indiane stanno molto meglio e alcune sono diventate anche ricche con le slot machines e i casinò.

Davanti al casinò più moderno del Connecticut, il “Mohegan Sun”, aperto da poco, non c’è un grande capo guerriero con le piume ma la statua di una donna Gladys “piede veloce” Tantaquidgeon, la “medicine woman”, la signora delle erbe. Che ha sempre rifiutato di vivere come i bianchi avrebbero voluto imporre.

Non importa se il mitico capo tribù rimarrà a vita Ralph Sturges che adesso ha 87 anni, e il chairman del consiglio indiano e boss assoluto dei casinò è Bruce “two dogs” Bozsum. Nessuna tradizione dei mohicani sarebbe rimasta attiva se non fosse stato per “piede veloce”. Il vero capo è sempre stato lei, la piccola grande donna, “l’ultima dei mohicani”.

La nonna che prima di andarsene ha rivelato alla nipote Melissa tutti i segreti del suo mortaio, per gli indiani del terzo millennio.

(Da La Nazione, 3/11/2005).

[addsig]




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Addio Gladys, piede veloce<br /><br />
Era lei l’ultima dei Mohicani<br /><br />
<br /><br />
di Giampaolo Pioli<br /><br />
<br /><br />
… I “Mohegan Tribe” sono pochi, non superano le 1600 unità, ma non si sono affatto estinti. Chi se n’è andata però, nel giorno in cui l’America celebrava i funerali di Rosa Parks, è un’altra grande donna della sua storia. La silenziosa e indomabile Gladys Tantaquidgeon, per più di 70 anni la “medicine woman” delle desolate riserve indiane.<br /><br />
Gladys “piede veloce”, questo è il suo nome da guerriera, è morta nella sua casa del Connecticut dopo aver trascorso nelle riserve un’intera vita. Aveva 106 anni ed era considerata “la nonna di tutti i mohiani”, la coraggiosa ragazza che dopo aver vissuto a lungo agli inizi del secolo in un poverissimo campo Sioux, era riuscita ad apprendere dalla madre e dalla nonna tutti i segreti della medicina indiana che si tramandano solo oralmente.<br /><br />
Fu “piede veloce” a fare a pezzi e bollare come banale e impreciso il libro di James Cooper definendolo un colossale “falso storico”.<br /><br />
Per la tenace Gladys, la lingua della tribù e i consigli degli anziani sono sempre rimasti la vera cultura da salvare nonostante si fosse laureata a pieni voti nelle università dei bianchi.<br /><br />
Le sue specializzazioni in antropologia e erboristeria sono sempre state spese solo per la sua gente. Se la Parks è stata il simbolo della fine della segregazione razziale per la gente di colore, la dottoressa Gladys “Piede veloce” ha rappresentato la stessa forza per i Mohicani e per gli indiani in generale quando il governo americano cominciò a disgregare le tribù, reprimere le identità tribali e assimilare il loro modo di vita a quella dei bianchi.<br /><br />
Nata nel 1890, “piede veloce” insieme ai testimoni sioux e navajo ha assistito direttamente alla scomparsa di tutti i grandi ceppi. Ma i Mohicani, che in America chiamano Mohegan, sono rimasti asserragliati in una fetta del Connecticut e non hanno mai mollato grazie ad un bel museo e alla tenacia di piede veloce.<br /><br />
“Tutti davano per scontato che sarebbero scomparsi – dice Ann Mc Mullen la direttrice del museo nazionale degli indiani americani – Ma lei sapeva che c’era una massa che veniva ignorata, come un iceberg sommerso, e questa massa ha retto fino ad oggi”.<br /><br />
Le capacità scientifiche di “Piede veloce” fin dal 1940 vennero riconosciute dallo stesso governo federale che le assunse nel “Bureau of Indian Affaire” per spedirla nelle varie parti d’America dove gli indiani tentavano di riorganizzarsi e ricostruire la loro identità. Per decenni Gladys raccolse ogni tipo di testimonianza, dal tappeto ai tessuti, dai dipinti ai mobili sbilenchi, dai testamenti agli atti di matrimonio.<br /><br />
Ci volle più di mezzo secolo di pressioni e di preghiere ma nel 1994 arrivò quello che “piede veloce” considerava il riconoscimento della sua vita: i Mohegan rinascevano ufficialmente e venivano considerata una entità indipendente da Washington. Adesso molte tribù indiane stanno molto meglio e alcune sono diventate anche ricche con le slot machines e i casinò.<br /><br />
Davanti al casinò più moderno del Connecticut, il “Mohegan Sun”, aperto da poco, non c’è un grande capo guerriero con le piume ma la statua di una donna Gladys “piede veloce” Tantaquidgeon, la “medicine woman”, la signora delle erbe. Che ha sempre rifiutato di vivere come i bianchi avrebbero voluto imporre.<br /><br />
Non importa se il mitico capo tribù rimarrà a vita Ralph Sturges che adesso ha 87 anni, e il chairman del consiglio indiano e boss assoluto dei casinò è Bruce “two dogs” Bozsum. Nessuna tradizione dei mohicani sarebbe rimasta attiva se non fosse stato per “piede veloce”. Il vero capo è sempre stato lei, la piccola grande donna, “l’ultima dei mohicani”.<br /><br />
La nonna che prima di andarsene ha rivelato alla nipote Melissa tutti i segreti del suo mortaio, per gli indiani del terzo millennio.<br /><br />
(Da La Nazione, 3/11/2005).<br /><br />
[addsig]

You need or account to post comment.