Addio a "Spa" e "Ltd", arriva la Società europea (Se)

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Corriere della Sera, 9.10.04

E' in vigore da ieri lo statuto d'impresa varato a Bruxelles. Più facili le
fusioni transnazionali

Addio a «Spa» e «Ltd», arriva la Società europea (Se)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BRUXELLES – Le imprese con una qualche attività all'estero (basta una
filiale) potranno scrivere sul biglietto da visita «Se», «società europea»,
cancellando le vecchie «targhe nazionali», l'italiana «Spa», piuttosto che
la francese «Sa» («société anonyme») o l'inglese «Ltd» («limited»). Saranno
più semplici, e meno costose, fusioni o alleanze transfrontaliere. Le
rappresentanze dei lavoratori potranno entrare negli organi di gestione
aziendale. Da ieri, dopo circa trent'anni di tentativi e discussioni, è in
vigore lo «statuto di impresa europea», il regolamento che segna la nascita
della sigla «Se», dal latino «Societas Europaea». Le norme, però, sono state
«recepite» solo da cinque Paesi dell'Unione, cioè Austria, Belgio,
Danimarca, Finlandia e Svezia, più un altro Stato dello «spazio economico
europeo», vale a dire Islanda. Tutti gli altri, Italia compresa, sono già in
ritardo.
Il marchio «Se» potrà essere utilizzato solo da società con un grado, anche
minimo, di internazionalizzazione. Nel dettaglio: una società per azioni,
con un capitale di almeno 61.500 euro, potrà trasformarsi in «società
europea» se possiede, da almeno due anni, una filiale in un altro Stato
della Ue.
Ma l'applicazione più attesa è quella che consentirà a due aziende di Paesi
diversi di lasciare il loro vecchio abito giuridico e costituire (per
fusione e incorporazione) una «Se». Sarà possibile anche la costituzione di
una holding «europea», da cui dipendano almeno due imprese, sempre residenti
in Stati diversi. Infine, ultimo caso, società e anche enti di diritto
pubblico, possono costituire un'affiliata «europea» in uno dei 25 Paesi
dell'Unione (diverso da quello della casa madre).
Secondo i calcoli della Commissione, lo «statuto di impresa europea»
consentirà all'insieme delle aziende di risparmiare circa 30 miliardi di
euro all'anno.
Le norme non saranno obbligatorie, ma piuttosto sono state pensate come
«un'opportunità» per favorire l'integrazione tra le aziende europee e
presentarsi sui mercati mondiali con quella che, si spera, possa diventare
la «firma» della Ue. Sul piano fiscale, in sostanza, non cambia nulla: anche
le «Se» saranno soggette alle regole nazionali.

G. Sar.
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