A vincere i Mondiali è stata l’Olanda per alcuni bambini baschi in colonia

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L’altra finale per i bambini baschi «Ha vinto l’Olanda, non la Spagna»

di Alessandra Muglia

A vincere i Mondiali è stata l’Olanda. Sì l’Olanda, con un gol di Robben. L’altra finale, quella che non avete visto, è andata in scena in una colonia dei Paesi Baschi.
L’ hanno raccontata così ai quaranta bambini che l’11 luglio si trovavano in uno dei campi estivi organizzati dalla provincia di Guipúzcoa, governata dai nazionalisti
Baschi del Pnv. I ragazzini, d’età compresa tra i 9 e gli 11 anni, avevano chiesto di poter vedere la partita.
Speravano, credevano che La Roja potesse farcela. Invece gli educatori non solo hanno vietato loro di guardarla («la tv non è prevista nel programma di giornata» hanno detto), ma ne hanno cambiato l’esito, come fosse un videogioco. Li hanno ingannati e privati di un momento di gioia. Le prodezze della nazionale spagnola sono state un tabù anche per i piccoli ospiti delle colonie «statali» dell’indipendentista Catalogna, impegnata in un braccio di ferro con Madrid per essere riconosciuta come nazione. Nella regione di Barcellona alla vigilia della partita è girata una circolare governativa che prescriveva di non far vedere la tv nelle proprie colonie. Iniziativa che ha sollevato polemiche e costretto il governo regionale a dare spiegazioni: «La televisione avrebbe disturbato il soggiorno dei ragazzi» è stata la risposta. Ma qui almeno la verità del risultato non è stata alterata. Invece, finita la vacanza, i bambini baschi ospitati nella struttura Txurruka de Orio sono tornati a casa convinti che la Spagna avesse perso. Con grande sorpresa dei genitori. Qualcuno ha contestato i metodi pedagogici usati in queste colonie provinciali. «Se avesse giocato una "nazionale" basca, le cose sarebbero andate diversamente. Hanno privato
questi ragazzini di un momento che probabilmente non vivranno più nella vita – si è sfogato un papà con El Mundo -. Si può discutere sul veto alla partita, ma questo è troppo». Note polemiche anche sul Diario Vasco: Questi assi della pedagogia si sono comportati peggio che se avessero messo un sacco di pietre sulle spalle dei
bambini: hanno frustrato un loro desiderio legittimo». I popolari baschi del Pp hanno lanciato un’interrogazione al presidente del consiglio provinciale, il nazionalista Markel Olano: «La politica della Provincia di Gipuzkoa (Guipúzcoa, ndr) è quella di inculcare odio e rifiuto di tutto quello che rappresenta la Spagna?». Per la risposta,
però, bisogna attendere l’autunno, ora è tempo di ferie. Gli educatori si difendono dicendo che si è «decontestualizzato» l’accaduto e che è stato proibito loro di parlare. Il caso sta dividendo la comunità basca, già polarizzata dalla recente iniziativa del governo di Zapatero che ha concesso la semilibertà ad alcuni (ex?) terroristi dell’Eta: un gesto di distensione e un passo verso la tregua per quanti sono favorevoli alla mediazione con Madrid; un atto poco significativo per gli irredentisti.
(Da Corriere della Sera, 24/7/2010).




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