A SQUOLA DI CIVILTÀ: QUANDO L’ITALIANO È PRIMA LINGUA STRANIERA

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A SQUOLA DI CIVILTÀ: QUANDO L’ITALIANO È PRIMA LINGUA STRANIERA
Categoria: Attualità
Data: 22/03/2011

La formazione italiana sull’orlo del collasso: elementari semi-inutili, licei in profonda crisi, università ridotta ad una fabbrica permanente di disoccupati. E le medie?
Che l’istruzione nel Belpaese non se la passi proprio benone, ultimamente, be’, non è certo un mistero. Eppure forse mai come in questo caso la realtà sembra superare di gran lunga la fantasia. Una realtà terrificante, lugubre, in prospettiva devastante. Siamo all’empasse più totale, e in un mondo che corre veloce questo è un errore imperdonabile.
Si fa tanto parlare dell’università, di questi tempi, come di un settore in difficoltà, martoriato e quasi affossato dai recenti tagli operati dal Governo. Tutto giusto, se non fosse che “ ‘o pesce feta d’a capa”, e in questo caso “ ‘a capa” è rappresentata da tutto ciò che l’università precede in rigoroso ordine temporale: scuole elementari, “medie inferiori”, “medie superiori”, come direbbe chi parla bene. E basta visionare un po’ di “compiti in classe” per aprire gli occhi e prendere coscienza sullo stato dell’arte. Ne si ricaverebbe un quadro desolante, a dir poco squallido.
Magari ci si farebbero su quattro risate, in prima istanza, perché la quantità di strafalcioni ad infarcire è davvero notevole, ma poi quello stesso riso diverrebbe amaro, amarissimo, al solo pensiero di una società in disfacimento, dominata da un’imperante ignoranza e disprezzo per la cultura lato sensu. Poi c’è l’inglese, ahi ahi ahi ahi ahi! La lingua franca per eccellenza, la lingua dell’economia, dell’informatica, della cultura di massa. «Oggi se non sai l’inglese non vai da nessuna parte». Chi è che non ha mai pronunciato o sentito pronunciare queste parole?
Lettera morta, ahinoi. Provate a chiedere informazioni in un qualunque negozio del centro, o alle Poste, o alle Ferrovie dello Stato, o dove meglio vi pare. Ne rimarrete piacevolmente sorpresi. Ma cosa aspettarsi, d’altra parte? Praticamente tra Napoli e dintorni non esistono cinema che proiettino pellicole in originale, né tantomeno teatri o emittenti televisive che diffondano il verbo di Shakespeare e soci. Colmo dei colmi, alla “Federico II”, facoltà di Lingue e Letterature Moderne, la maggior parte dei corsi d’inglese si tiene in…italiano! Già, la prestigiosissima e rinomata Federico II, fiore all’occhiello del fu Regno delle Due Sicilie.
Con premesse del genere, quindi, cosa potrebbe venir fuori da una prova d’esame di un ragazzino di terza? Ah, giusto, gli “strafalcioni ad infarcire”. Tenetevi forte: «- Elenca di seguito le nazioni in cui è divisa la Gran Bretagna. – Irlandia, Scozzia, Germania, Francia»; «Quale sport nacque in Inghilterra intorno al 1600? – Il criche»; «- Quali città del Regno Unito conosci? – Manchester, Chelsea, Tottenham, Locnes». Della serie “Io speriamo che me la cavo”, in effetti. Ma se va avanti così non ce la caviamo certo.
Autore: Domenico Ascione




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