A Liegi non c`è più l`Italia

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Chiude lo storico consolato che hn visto passare migliaia di nostri immigrati
La storia
MARCO ZATTERIN INVIATO A LIEGI
Italo-belgi traditi dalla riduzione delle spese a un angolo del ristorante appare un tipo brizzolato che indossa una polo dalle combinazioni ero- matiche azzardate. At- traversa la sala sino al tavolo dove siede un uomo dall`aria solenne che fuma un grosso sigaro, e annuncia: «Ce l`abbiamo fatta». Lorenzo Ponzo, il direttore della gettonatissima Radio HitAlia, decritta la scena. Il primo, spiega, si chiama Louis Smal, «è un belga “di terreno”, sindacalista, capo della tifoseria dello Standard». L`altro è Pasquale Doria, il proprietario della «Enoteca», uno degli architetti della protesta contro il governo italiano. «E` una notizia sorride Ponzo -. In settembre, quando il Liegi giocherà col Malines, un`intera tribuna sarà coperta dalla scritta “Touche pas à mon consulat”. Ci ascolteranno». A Liegi, capitale degli italobelgi, non si parla che della chiusura del consolato. «Non toccate il mio consolato» è lo slogan che rimbalza dal mercato di Saint-Nicolas, vicino al quale parte la Cote des Italiennes della Liegi-Bastogne, sino alla parata di negozi e ristoranti del centro gestiti dagli eredi degli immigrati, quelli che dopo la guerra vennero a cercare un lavoro in miniera e, col tempo, si sono integrati e hanno trovato una fortuna. Le facce sono preoccupate anche al Centro Sociale di Roucort, eredità dei primi francescani spintisi in Belgio per assistere chi arrivava con poche cose in un sacco, oggi un mondo sospeso nel tempo, dove si viene per i maccheroni al sugo di Gianni, il caffè e le carte. «Sapevamo che volevano stringere la cinghia racconta Raffaele Gentile, di Paternopoli, ex direttore del Centro -. Poi è arrivato il piano. Non va bene. Abbiamo raccolto tante firme, c`è anche quella del sindaco». Il governo ha tagliato i fondi al ministero degli Esteri, che non ci sta più con le spese. «Certi uffici non hanno soldi per la cancelleria – ammette una fonte -. Per tenerli così, tanto vale chiuderli e riorganizzare tutto». Con questo in mente Roma ha preparato la ritirata dal Belgio. Il progetto prevede che Bruxelles diventi il fulcro del Nord, accorpando il consolato, l`ambasciata e la sede di Genk. La Vallonia farà capo a Charleroi, che assorbirà Liegi (2011) e Mons. In totale i due centri avranno 260 mila utenti, 50-60 mila dei quali abitano nella regione di Liegi. Seduto a un tavolo del Centro sociale, Antonio Vazza, imbianchino di Potenza in pensione, denuncia lo «scandalo» mentre estrae dalla tasca la carta di identità italiana: «L`ho ottenuta al consolato, come il passaporto. Se chiude, per rinnovarla dovrò guidare un`ora sino a Charleroi, il che vuol dire prendere una giornata di permesso: alla fine molti troveranno più facile rinunciare alla nazionalità». Ne conviene la moglie, Emilia Sablone, consulente familiare, persuasa che le vacanze servano «per andare in Italia a prendere il sole», non per andare a fare dei documenti dall`altra parte del Belgio. «Sono nata qui – confessa,- ma sono italiana e morirò italiana». Il marito insiste: «I giovani mi dicono “ti hanno abbandonato”. Come faccio a smentirli? Veniamo al Centro per le partite degli azzurri e, puntualmente, scopriamo che la Rai le ha schermate perché non ha i diritti». Vincenzo Tedesco, vicepresidente dei Siciliani, annuisce: «Ci fanno perdere il gusto di essere italiani e, un giorno, nessuno in Belgio lo sarà più». Danno tutti la colpa alle iniziative culturali che languono e ai corsi di lingua che compaiono. Il Centro sociale li ha organizzati a lungo gratis, ma da un po` non viene più nessuno. Sino a una dozzina di anni fa a Liegi erano in attività 32 docenti di ruolo mandati dal ministero; adesso sono 12. A Saint Nicolas, fra i banchi di frutta e verdura, va di moda il concetto degli «italiani invisibili» e i giovani sguazzano nel martirio dei congiuntivi. «Ci sentiamo traditi», concede Tedesco, che negli anelli d`oro e nello sguardo orgoglioso perpetua una storia che viene da lontano. La comunità è ben integrata. Nessun problema rilevante con la nuova immigrazione islamica, anche se «la religione è un ostacolo in più». Gli italiani «devono ricordare che in passato eravamo noi a chiedere accoglienza», sottolinea Lorenzo Ponzo, l`unico che la butta in politica: «Il mondo è cambiato, però se il Belgio si fosse comportato come l`Italia oggi, non potremmo raccontare la storia nel nostro successo». Talvolta gli pare lontana, la penisola: «A Radio HitAlia pensiamo di stampare delle t-shirt con la scritta “Sono sConsolato”». Il calcio potrebbe fare il miracolo. «La chiusura sarebbe una catastrofe», tuona Dominic D`Onofrio, potente direttore sportivo dello Standard, che ha portato al doppio scudetto 2008-2009 insieme al fratello Luciano. «Siamo pronti a tutto, ma se non cambiano idea, mi farò belga». Pare che tratti dietro le quinte, l`affitto della sede del consolato costa 10 mila euro al mese, gli esborsi complessivi non sono elevati. Chi la sa lunga contesta che la bussola sia solo finanziaria, «Charleroi resiste perché è gratis, mentre qui siamo in affitto: è un criterio?». Lo striscione dei tifosi «liegeois» farà rumore, poi si tireranno le prime somme. E se andasse male? «Ci siamo fatti da soli – sospira Ponzo -, non è che lo Stato ci abbia dato una gran mano. Abbiamo puntato sulla nostra mentalità e sulla determinazione. Ce la faremo, in qualche modo, e alla fine sarà bello non dover dire grazie a nessuno». Invisibili, magari. Arresi, mai. Le voci degli scontentiChe fatica conservare la propria identità Sapevamo che volevano stringere la cinghia ma il piano non va bene Abbiamo raccolto tante firme, c`è anche il sindaco Ci sentiamo traditi Ci fanno perdere il gusto di essere italiani e un giorno nessuno in Belgio lo sarà più La chiusura sarà una catastrofe Siamo pronti a tutto ma se non cambiano idea mi farò belga L`accordo dei 1946 ® Nel 1946 tra Italia e Belgio venne stipulato un trattato che stabiliva una determinata quantità di carbone (200 kg) per ogni italiano inviato in Belgio per un periodo di dodici mesi. I candidati dovevano avere meno di 35 anni e godere di buona salute. Ogni martedì sera dalla stazione di Milano partiva un treno speciale, che raggiungeva il Belgio il giovedì. Le visite mediche venivano fatte in un vagone e i contratti firmati in viaggio. In dieci anni partirono 50 mila italiani. L`immigrazione ufficiale venne sospesa nel 1956, dopo la terribile catastrofe mineraria del Bois-du-Caziera Marcinelle, nella quale morirono 262 minatori. mila sono gli italiani che vivono in Belgio. I più numerosi sono i siciliani (25%) seguiti da pugliesi (9,5%) abruzzesi (7%) ecampani (6,5%) Risparmi forzati in tutto il mondo Dimezzato il numero delle sedi consolari Non ci sono denari sufficienti per tutti, e dunque si chiude. Il sottosegretario per gli Affari Esteri Alfredo Mantica ha presentato nei giorni scorsi il piano di tagli internazionali del Ministero, una sforbiciata che intende cancellare 17 consolati e un`ambasciata (Lusaka, in Zambia). Gli italiani del mondo insorgono e nella polemica gli estremi si toccano, con il Pd che difende le sedi e Mirko Tremaglia, deputato Pdl, che se la prende con il collega di partito che sta alla Farnesina. Il sindacato dei diplomatici accusa: si stanno riducendo le ambizioni internazionali del Paese, le rampe di lancio per le imprese, i legami con la Patria di migliaia di emigrati. Il Ministe- ro, per ora, continua sulla strada tracciata. Nei corridoi si spiega che al ridimensionamento seguirà un consolidamento che alla fine dovrebbe migliorare la presenza italiana sul terrìtorio. Presenza che è già una delle più capillari dei Paesi più industrializzati. Oltre a Genk, Liegi e Mons – in Belgio il Ministero pensa di chiudere consolati anche in Francia (Lille e Mulhouse), in Germania (Mannheim, Saarbrucken, Norimberga, Amburgo), nel Regno Unito (Manchester), in Svizzera (Losanna, Coira), negli Stati Uniti (Philadelphia e Detroit, anche se dopo l`offensiva Fia t ci si sta ripensando), in Australia (Brisbane e Adelaide) e in Sud Africa (Durban).

La Stampa, 20 luglio 2009

Questo messaggio è stato modificato da: annarita, 20 Lug 2009 – 02:37 [addsig]




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