A Dobbiaco difficoltà per il primo sindaco di madrelingua italiana

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A Dobbiaco difficoltà per il primo sindaco di madrelingua italiana

Dobbiaco. Verboten al sindaco di lingua italiana

di Pasquale Giordano

Dobbiaco ha due nomi: l’italiano Dobbiaco, per l’appunto, e il tedesco Toblach. L’Astat (Istituto di statistica della provincia autonoma di Bolzano) ha rilevato, nel 2002, che dei 3263 abitanti dobbiacensi: l’86,28% è di madrelingua tedesca; il 13,65% di madrelingua italiana; lo 0,07% di madrelingua ladina. Nelle ultime elezioni la maggioranza nel consiglio comunale è stata conquistata dalla Südtiroler Volkspartei, con 11 consiglieri. La poltrona più ambita, quella del sindaco, è stata però conquistata da esponente di una lista civica, Indipendenti-Unabhängig, e di madrelingua italiana: Guido Bocher. Per lui hanno votato sia gli “italiani” che i “tedeschi” consentendogli di raggiungere il 37 % dei voti, ovvero la maggioranza relativa. Bocher ha sfruttato la spaccatura interna alla Svp, che ha presentato due liste diverse con due diversi candidati a sindaco conquistando rispettivamente il 27,4% e il 28 %. Bocher si trova così a governare senza avere in consiglio comunale la maggioranza per farlo.
In un contesto normale si avvierebbero delle trattative tra le parti. Il sindaco cercherebbe di convincere qualcuno della Svp a dargli la fiducia. Probabilmente in cambio darebbe alla Svp gli assessorati più importarti. Insomma lavoro certosino adatto a diplomatici e funamboli. Questo non succede in val Pusteria, non per un sindaco di lingua italiana in un paese dove la maggioranza della cittadinanza parla la lingua tedesca. Va detto, ad onor di cronaca, che Bocher parla benissimo il tedesco e che nella provincia bolzanina è conosciuto e molto rispettato. Tuttavia l’austero governatore Luis Durnwalder già prospetta nuove elezioni: "Non do indicazioni, ma sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco.” Durnwalder dice che non è “questione di tedeschi o italiani”, ma di “governabilità”. Al paventato accordo tra Bocher e la Svp, che potrebbe salvare capre e cavoli, risponde “Se riesce a convincere qualcuno, anche dei nostri, per me va bene”. Quindi la questione è tra “nostri e loro”, non tra destra o sinistra tra rossi e neri: “tra noi e loro”. Nella conca di Dubbiaco, tra le Alpi e le Dolomiti, tutto ad un tratto sembra riaffiorare la questione etnica. Formalmente risolta grazie allo statuto di autonomia approvato dopo le tensioni e gli attentati degli anni Sessanta, di fatto continua a caratterizzare la vita sociale e politica della comunità.
Anche se il candidato italiano è stato eletto con i voti di una parte della popolazione tedesca, favorevole a farsi governare da lui, “sarà sempre in bilico" dice Luis Durnwalder. Come a voler ribadire che se un Comune è a maggioranza tedesca deve essere governato da un tedesco.
Willkommen in Toblach, Autonome Provinz Bozen-Südtirol.
(Da Dazebao informazione on line, 21/5/2010).




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