A Cagliari XIX Convegno dell’AIPI

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UNIVERSITA’ CAGLIARI: DA MERCOLEDI’ XIX CONVEGNO ITALIANISTI

Dal 25 al 28 agosto l’Università di Cagliari ospiterà il XIX Convegno dell’Associazione Internazionale dei Professori di Italiano (AIPI). "Insularità e cultura mediterranea nella lingua e nella letteratura italiane" è il titolo del congresso 2010 che prevede seminari e conferenze nei quali verrà dedicata particolare attenzione agli autori e ai temi della letteratura sarda e della letteratura siciliana nel confronto linguistico-culturale con il resto d’Italia e del Mediterraneo. Il comitato organizzatore, coordinato dal professor Maurizio Virdis del Dipartimento di filologie e letterature moderne, ha predisposto lo svolgimento del convegno nelle facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere. Si comincia mercoledì 25 agosto alle 11 con le conferenze inaugurali di Vincenzo Consolo e Giovanni Pirodda, nell’Aula Magna del Corpo aggiunto del Polo umanistico di Sa Duchessa. Nutrito il gruppo di conferenzieri, studiosi e docenti, non solo da tutta Italia ma anche da moltissime nazioni straniere. Scorrendo la lista degli interventi, si notano professori di lingua italiana provenienti da Croazia, Brasile, Stati Uniti, Spagna, Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Russia, Malta, Canada, Francia, Norvegia, Slovacchia, Austria, Israele, Regno Unito, Camerun, Romania, Irlanda, Tunisia e Portogallo. Il programma completo dell’evento è consultabile sul portale d’ateneo www.unica.it.
(Fonte AGI, 23/8/2010).
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«L’italiano è in via d’estinzione»

L’allarme di Vincenzo Consolo al congresso internazionale degli italianisti a Cagliari

Sos lingua italiana. Lo ha lanciato lo scrittore e saggista siciliano Vincenzo Consolo, 77 anni, nella giornata d’apertura del 19º Convegno internazionale degli italianisti (Api), in corso a Cagliari fino a domani.
«La lingua italiana – ha affermato – gode di un cattivissimo stato di salute. È in via di estinzione. Ormai parliamo uno slang dettato dall’invasione di americanismi e un linguaggio tecnologico e televisivo. Siamo supini – ha concluso Consolo – non abbiamo difese immunitarie contro questo fenomeno come accade ad esempio in Francia. L’Italia è un Paese telestupefatto, con le conseguenze politiche e culturali a cui assistiamo».
A margine del seminario, che ha visto la partecipazione di 25 insegnanti stranieri di lingua italiana e dal tema “Insularità e cultura mediterranea nella lingua e nella letteratura italiana”, lo scrittore ha tratteggiato uno scenario dove «romanzi di scrittori contemporanei e articoli di giornali sono impregnati di termini stranieri per lo più inglesi. Eppure l’italiano è fra le lingue più nobili, è un giacimento linguistico che in tanti ci invidiano». Rispondendo all’Ansa, Consolo ha detto che l’uso del dialetto nei romanzi è un fattore disgregante e non coesivo della unità nazionale. «Trovo abominevole l’uso che in molti romanzi contemporanei si fa del dialetto. Ovvero scrivere in italiano, utilizzando i dialettismi. Altra cosa è l’operazione di un Pasolini o del poeta Andrea Zanzotto, il più grande poeta vivente, che hanno fatto assurgere a lingua letteraria il loro “dialetto”». Secondo lo scrittore siciliano «la letteratura italiana è finita. Oggi è diventato un altro genere, spettacolare, televisivo. Oggi non si possono più scrivere romanzi seguendo i vecchi schemi, ma organizzare la prosa in senso poetico, creare un ritmo con il ricorso a rime e assonanze. La poesia può salvare la lingua, ma è un genere per pochi».
Il convegno degli italianisti è articolato in dodici sessioni al giorno, tre la facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere, 170 gli interventi previsti. Il tema della quattro giorni di alto valore scientifico si snoda tra seminari e conferenze con le due grandi isole, Sardegna e Sicilia rappresentate nei due poli, accademico e di produzione letteraria, in un’ottica di confronto linguistico-culturale con il resto d’Italia e del Mediterraneo. I discorsi di apertura sono stati affidati a Consolo e a Giovanni Pirodda, decano degli studi di letteratura sarda. In chiusura di convegno sono previsti gli interventi dello scrittore Marcello Fois e del professore emerito dell’Università di Palermo Natale Tedesco. «Il Mediterraneo non è un’entità a sé stante, ma una struttura dinamica fatta da uomini e dalla storia», ha sottolineato Tedesco, citando l’esempio dei giganti della letteratura sarda e siciliana di ogni epoca.
(Da Corriere Canadese.com, 27/8/2010).




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