38.000 enti in gara per la spartizione del 5 per mille

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Trentamila associazioni e gli oltre 8.000 comuni italiani concorrono alla quota di Irpef che i contribuenti possono destinare
Oltre 38.000 enti in gara per la spartizione del 5 per mille
Già partite molte campagne di sensibilizzazione. Molte associazioni si sono alleate tra di loro per raggiungere un numero più alto di destinatari
di ROSARIA AMATO
ROMA – Oltre 38.000 enti in gara per la spartizione di 270 milioni di euro. E' questa infatti la cifra massima che la Finanziaria destina al 5 per mille, la nuova opportunità introdotta quest'anno in via sperimentale dal governo per finanziare la ricerca, ma anche le attività di volontariato, culturali, sociali, ricreative e i Comuni. In effetti il 5 per mille, che ha un funzionamento un po' diverso da quello dell'8 per mille a favore delle confessioni religiose, è stato istituito inizialmente per favorire la ricerca. Ma quando poi il provvedimento si è concretizzato ed è entrato in Finanziaria, i criteri con i quali sono stati indicati gli enti ai quali i contribuenti quest'anno per la prima volta potranno scegliere di destinare il 5 per mille dell'Irpef, sono molto ampi: nei tre elenchi sono entrate associazioni di tutti i tipi, dal circolo del bridge alle fondazioni culturali di tradizione, come gli enti lirici, dagli asili nido alle associazioni sportive, dall'Unicef alle parrocchie, dal Wwf agli oratori salesiani.
Le critiche del mondo scientifico. Una 'parcellizzazione' che è stata aspramente criticata nel mondo della ricerca scientifica (“mi sembra un'occasione persa”, ha dichiarato l'astronoma Margherita Hack) e delle università, che hanno però avviato comunque una campagna comune per la sensibilizzazione dei cittadini.
Il tetto della Finanziaria. Oltre 30.000 enti, ai quali si aggiungono gli oltre 8.000 comuni italiani, dovranno distribuirsi, se andrà bene, 270 milioni. In teoria l'importo teorico potrebbe essere di 660 milioni, ma la Finanziaria ha previsto un tetto: oltre, non c'è copertura. Ma d'altra parte, considerato che la norma è stata appena introdotta, enti, associazioni e istituzioni varie sanno bene che sarà già dura arrivare ai 270 milioni previsti. E infatti è già partita da alcuni giorni una strenua campagna di sensibilizzazione dei contribuenti.
Come funziona il cinque per mille. Informare i destinatari della normativa è fondamentale per due ragioni. Da un lato, il cinque per mille, a differenza dell'otto per mille, viene erogato solo in presenza di una scelta precisa del contribuente. Inoltre, oltre alla firma da apporre nella casella corrispondente alla categoria dell'ente scelto, occorre anche scrivere il codice fiscale dell'ente stesso, altrimenti la decisione non è valida. Il meccanismo prevede tuttavia che, in caso di firma ma di mancata indicazione del codice fiscale, la quota dell'Irpef del contribuente verrà suddivisa proporzionalmente in base alle scelte degli utenti. In assenza di qualunque tipo di indicazione, infine, il 5 per mille non viene però destinato (a differenza dell'8 per mille, che viene comunque assegnato ai vari destinatari in misura proporzionale alle scelte dei contribuenti).
Le quattro categorie dei destinatari. L'elenco completo dei destinatari è stato pubblicato dal sito dell'Agenzia delle Entrate il 10 marzo, ed è tuttora sulla home page. “La legge finanziaria (Legge 23 dicembre 2005 n. 266, articolo 1, comma 337) – si legge – ha previsto per l'anno 2006, a titolo sperimentale, la destinazione in base alla scelta del contribuente di una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno del volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute; finanziamento della ricerca scientifica e delle università; finanziamento della ricerca sanitaria; attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente”.
Per i Comuni non occorre il codice fiscale. Per l'ultima categoria, quella dei Comuni, non occorre indicare il codice fiscale: basta apporre la propria firma nella casella, e la quota Irpef andrà a favore del comune di residenza del contribuente. L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti anche un motore di ricerca, per favorire il reperimento del codice fiscale dell'ente al quale si è interessati.
Le categorie. La suddivisione degli enti nelle varie categorie è molto diversa. Il grosso sta nella prima categoria: vi sono inclusi oltre 29.000 enti. L'elenco degli enti che svolgono ricerca scientifica è stato invece compilato dal ministero dell'Istruzione e comprende poco più di 300 soggetti. Oltre alle università ci sono anche enti non profit come la fondazione Telethon, che comunque svolgono ricerca scientifica. Il terzo elenco, quello degli enti che svolgono ricerca sanitaria, stilato dal ministero della Salute, comprende 49 iscritti, tra i quali gli Istituti di ricerca e cura di carattere scientifico (Irccs) e gli Istituti zooprofilattici sperimentali. Nonostante apparentemente qui la concorrenza interna sia numericamente limitata, anche gli istituti sanitari hanno avviato una campagna di sensibilizzazione: “Se usi la testa scegli il Besta”, si legge per esempio sul volantino distribuito dall'Istituto Besta, che si occupa dello sviluppo delle neuroscienze. Per i Comuni non c'è un elenco: se si opta per questa categoria, si sceglie automaticamente il proprio comune di residenza.
Le campagne di promozione. Enti, istituzioni e associazioni si stanno mobilitando rivolgendosi soprattutto alla propria utenza abituale, ma non solo. Tutti hanno intravisto nel cinque per mille una sorta di meccanismo di compensazione dei tanti tagli adottati quest'anno dalla Finanziaria. In effetti, le cose non stanno proprio così perchè le cifre destinate quest'anno arriveranno a destinazione, se va bene, tra due anni. E poi è arduo fare previsioni di entrate: bisogna contare sulla sensibilità ma anche sulla precisione dei contribuenti.
L'importanza del codice fiscale. In effetti la principale preoccupazione delle varie associazioni, oltre alla sensibilizzazione, è quella di ricordare e diffondere il proprio codice fiscale. “Abbiamo inviato ai nostri 300.000 iscritti un messaggio con l'indicazione del nostro codice fiscale – spiega una portavoce del WWF – Il 30 aprile, poi, che è la Giornata delle Oasi, iniziativa alla quale di solito partecipano circa 100.000 persone, distribuiremo un pieghevole con una card sulla quale abbiamo stampato il nostro codice fiscale”. Anche il Fai, (Fondo per l'Ambiente Italiano), in occasione delle prossime Giornate di Primavera distribuirà ai visitatori, che sono sempre in gran numero in tutta Italia, i volantini per la campagna del cinque per mille con il proprio codice fiscale.
Volantinaggi e concerti. Sono molte le associazioni che, come il WWF, hanno puntato sui propri iscritti o comunque sui propri utenti. Tra queste, le fondazioni lirico-sinfoniche, che stanno attuando diverse iniziative tra gli abbonati e i frequentatori dei propri teatri: si va dai volantinaggi ai concerti gratuiti. “Scegli il tuo teatro, a te non costa nulla”, si legge sul volantino distribuito dal Teatro Regio di Torino. Mentre il Carlo Felice di Genova offrirà agli appassionati di musica due concerti gratuiti, l'11 e il 12 aprile; per l'occasione verrà eseguita la Petite Messe solennelle di Rossini. Anche il Teatro Comunale di Bologna ha dato il via a una campagna informativa. Il sovrintendente Stefano Mazzonis ha anche fatto un calcolo sulle possibili entrate: “Da un calcolo approssimativo sui redditi medi con 300 contribuenti si otterrebbero circa 10.000 euro, fino a un milio ne con 30.000”.
Anche campagne collettive. Ci sono poi associazioni che si sono alleate per una campagna comune, allo scopo di alzare il “monte contributi” per il proprio settore, e anche per raggiungere un'utenza diversa da quella abituale. E' quanto hanno fatto, per esempio, Unicef, Medici senza frontiere e Greepeace: “Abbiamo previsto l'invio di un mailing comune a cinque milioni di famiglie italiane – dice Luigi Pasini, direttore della raccolta fondi di Unicef Italia – famiglie che non sono donatrici di nessuna delle tre associazioni. Ma poi abbiamo anche già avviato iniziative dirette ai nostri 600.000 sostenitori attivi”.
L'iniziativa di Vita. L'Unicef ha anche aderito all'iniziativa promossa dal settimanale Vita: “Le 55 associazioni che fanno parte del nostro comitato editoriale – spiega il direttore Riccardo Bonacina – hanno partecipato alla compilazione di un albo, una sorta di guida sintetica alle attività e agli obiettivi di ognuna. Verrà inviato a tutti i commercialisti italiani, e pubblicizzato anche attraverso alcuni quotidiani”.
La Repubblica, 14 marzo 2006
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