108ª immolazione: mentre il Tibet non accetta il genocidio linguistico-culturale, il regime politico e accademico italiano lo fomenta.

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Ennesima immolazione per difendere la lingua e la cultura tibetana dal genocidio

«Le autoimmolazioni di protesta dei tibetani contro il governo cinese, la maggior parte delle quali compiute da giovani monaci, aumentano spaventosamente, raggiungendo la 108ª morte. Nel frattempo in Italia i nostri giovani vengono immolati dal regime politico e accademico alla colonizzazione angloamericana, consegnando i luoghi adibiti per eccellenza alla loro formazione identitaria e professionale, le Università, e di conseguenza le loro menti, in mano a potenze straniere che attraverso l’imposizione della loro lingua al resto del mondo si arricchiscono e incrementano la loro ingerenza politica ed economica fuori e dentro l’Unione europea». Questo il commento del Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano.

«È scandaloso che politici e ministri italiani facciano contro gli stessi italiani ciò che i cinesi fanno contro i tibetani o gli uiguri per distruggere la loro lingua e la loro cultura – prosegue Pagano – A nessuno sembra interessare il fatto che i popoli anglosassoni, a differenza di tutti gli altri, non utilizzano nessun’altra lingua oltre la propria per formare i propri studenti, il che implica che i nostri giovani entrino nel mercato del lavoro ben più tardi dei loro, trovando quindi già sedie occupate.
Non solo. Far studiare i nostri giovani solo in inglese, così come previsto dalla scellerata decisione del Politecnico di Milano porta ad un inevitabile scadimento della formazione stessa, costringendo i nostri giovani ad una preparazione ben peggiore e non più in possesso dell’adeguato lessico professionale italiano atto a comunicare con connazionali e amministrazioni. Ciò implica la perdita del mercato italiano e la costrizione ad andarsene dal Bel Paese per tentare di trovar lavoro all’estero, competendo però con chi l’inglese lo sa dalla nascita e che, peraltro, è più preparato da una formazione non scadente come solo nella propria lingua madre può esserci».

«Il recente Atto di indirizzo del Ministro Profumo costituisce solo un’ulteriore conferma del ladrocinio linguistico e culturale perpetrato ai danni degli italiani – puntualizza il Segretario dell’Era – I vari governi e ministri che si sono succeduti alla guida del Paese negli ultimi 20 anni non hanno fatto altro che collaborare al dominio coloniale delle menti degli italiani, consegnandole al mercato angloamericano e alle loro multinazionali, aprendo ad esse il mercato italiano anziché essere spinta del mercato italiano in quello angloamericano».

«Dobbiamo acquisire quella consapevolezza e quella spinta emotiva che sole possono consentirci di modificare questo stato di cose e sottrarci a regimi linguisticamente e culturalmente oppressivi, impostici da chi persegue solo interessi di casta, e perpetrati da coloro che dovrebbero difendere la nostra lingua e la nostra identità. I presupposti per internazionalizzare la lingua italiana in patria e all’estero ci sono tutti e non implicano certamente la penetrazione sfrenata e imperante della lingua altrui», conclude Pagano.

 

Roma, 18-03-2013




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