Docenti italiani senza limiti

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Il DECS non potrà più imporre i criteri linguistici per frenare l’arrivo di docenti italiani.

Ticino11 dic 2010 – 12:43

Docenti italiani senza limiti

All’indomani dell’approvazione degli accordi bilaterali, per il Cantone si è posto un problema per quel che riguarda i docenti. Le differenze salariali fra il corpo docente ticinese e quello italiano sono importanti, più che in altri settori. Spesso però le competenze di quest’ultimi sono superiori. Infatti mentre in Ticino ogni tanto si convertono a docenti persone con curriculum non ortodossamente confacenti alla materia, in Italia – per una questione di numeri – più facilmente si possono trovare le persone giuste per la funzione. Fu così che il DECS, per salvaguardare il mercato interno, decise di inserire fra i criteri la conoscenza delle lingue nazionali, tedesco e francese, oltre che italiano.

Un criterio ritenuto eccessivo dal tribunale amministrativo (Tram), che ha accolto il ricorso di un docente italiano escluso da un concorso, proprio perché non a conoscenza delle altre lingue nazionali elvetiche. “Se da un lato, è corretto ed evidentemente giustificato richiedere al corpo insegnante ticinese la conoscenza della lingua italiana, lingua ufficiale del Cantone e lingua nella quale è impartito l’insegnamento” – si può leggere nelle motivazioni della sentenza – “da un altro lato esigere la conoscenza di ulteriori due lingue nazionali, pena l’esclusione anzitempo dal concorso, costituisce una misura decisamente inappropriata e sproporzionata, che comporta una limitazione troppo severa della professione e discrimina in modo ingiustificato i candidati “esterni”, ossia quelli che non hanno seguito la formazione scolastica in Ticino”.

La normativa dovrà dunque essere modificata, con il rischio di veder aumentare le candidature provenienti da oltre confine.




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